In questo articolo metteremo a fuoco perché è così importante conoscere il pH del terreno in cui vengono coltivati i Bonsai. Vedremo poi come misurarlo, come capire se siamo in presenza di valori corretti e cosa fare in caso che non lo siano.

Il pH incide direttamente sulla prestazione nutritiva del suolo in tutti i Bonsai

COS’È IL PH

Il pH è un indice numerico correlato all’acidità, ossia alla concentrazione di ioni idrogeno presenti nella soluzione del suolo ed esercita una forte influenza sulle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche del terreno. Normalmente il grado di pH del suolo varia tra 4,0 e 8,50.

Sulla base dei valori del pH misurato in soluzione acquosa, i suoli possono essere classificati da estremamente acidi estremamente alcalini secondo questo schema (USDA):

  • Estremamente acido < 4,5
  • Fortemente acido 4,5 – 5,0
  • Moderatamente acido 5,1 – 6,0
  • Debolmente acido 6,1 – 6,5
  • Neutro 6,6 – 7,3
  • Debolmente alcalino 7,4 – 7,8
  • Moderatamente alcalino 7,9 – 8,4
  • Fortemente alcalino 8,5 – 9,0
  • Estremamente alcalino > 9,0

COME SI FORMA IL PH DEL TERRENO

Il pH del suolo viene determinato in modo prioritario dai processi pedogenetici ovvero da come quel suolo, nel corso di centinaia e migliaia di anni, si è formato e trasformato dal punto di vista geologico e climatico.

L’equilibrio del pH si crea nelle reazionitrasformazioni e nei processi di ossidazione del carbonato, del calcio, del sodio, dell’alluminio, dei colloidi e della sostanza organica del terreno.

PERCHÈ IL PH È IMPORTANTE

Il grado di pH del terreno ha una notevole influenza sulle funzionalità del suolo, in particolare:

  • Determina la disponibilità degli elementi nutritivi: ferro rame e zinco sono poco disponibili in ambienti con pH maggiore di 7, mentre l’azoto varia in funzione dell’attività microbica del suolo a sua volta influenzata dal pH.
  • Regola la presenza dei microrganismi: i batteri azoto fissatori faticano in terreni acidi mentre la popolazione fungina, sia utile che dannosa, trae vantaggio in pH acido.
  • Influenza le caratteristiche fisiche del suolo: terreno con pH tra 6,50 e 7,50 è strutturalmente più stabile, meno compatto e più facilmente permeabile all’acqua

COME SI MISURA IL PH

Conoscere il pH permette di modificare il piano di concimazione e di ammendatura  per fornire quegli elementi altrimenti difficilmente assimilabili.

Il metodo più preciso per la misurazione del pH consiste nell’eseguire delle analisi di laboratorio di tipo professionale ma è possibile eseguire delle misurazioni affidabili anche autonomamente con l’ausilio di semplici strumenti tipo questo.

Quello che segue è la metodica sviluppata da KiuBonsai:

  1. preleva un campione rappresentativo: il terreno deve essere prelevato alla stessa profondità occupata dalle radici delle piante
  2. quando prelevi i campioni non toccare la terra con le mani ma usa sempre dei guanti, accertati di prelevare sia terra più superficiale che profonda e al termine mescola il tutto per creare un campione uniforme
  3. prendi 50 ml di campione di terreno ed aggiungi 100 ml di acqua demineralizzata possibilmente con EC < 0.02mS/cm. Non è importante essere precisi sulla quantità di terreno quanto sul rapporto volumetrico che deve sempre essere: 2 parti di acqua su 1 parte di terreno.
  4. mescola per 2 minuti
  5. lascia riposare per 15 minuti
  6. filtra l’acqua con un passino pulito con acqua demineralizzata
  7. rimescola per 15 secondi usando aste di plastica o di vetro ben pulite
  8. immergi l’elettrodo del tester nell’acqua, attendi 3/5 minuti che si stabilizzi e leggi il valore del pH

NOTE IMPORTANTI

  • usa strumenti di comprovata qualità realizzati da aziende che fanno questo di mestiere, possibilmente scegli strumenti tarabili (KiuBonsai suggerisce questo)
  • l’acqua distillata deve essere più pura possibile, con EC inferiore a 0,02 mS/cm

COSA FARE QUANDO SI MISURANO PH NON IDONEI 

Il terreno neutro (pH 6,5 – 7,3) è quello più indicato nei bonsai in quanto la maggior parte delle specie vegetali si adatta in modo ottimale a valori di pH compresi fra 6,5 e 7,3. In questi terreni, infatti, si verificano le migliori condizioni per la nutrizione minerale. Solo alcuni microelementi trovano migliori condizioni per l’assorbimento in ambiente acido (ad esempio il ferro) o basico (ad esempio il molibdeno). Rame, zinco, manganese, boro e i 3 macroelementi fondamentali (azoto, fosforo e potassio) hanno invece un assorbimento ottimale nei terreni neutri o solo leggermente acidi.

SUOLO CON PH ACIDO O SUBACIDO (< 6.5)

Solitamente questo rappresenta il male minore in quanto quasi tutte le piante riescono a vivere bene in condizioni sub acide. Se il pH del terreno scende sotto il valore 6,5 è consigliato:

  • eseguire dei trattamenti fogliari nelle piante a base di acidi umici e idrolizzati proteici (qui e qui un esempio) capaci di ridurre la tossicità di alcuni ioni che si solubilizzano troppo con pH acidi (alluminio piombo e cadmio)
  • eseguire concimazioni per ristabilire eventuali carenze di molibdeno usando specifici prodotti per bonsai (qui un esempio)
  • ammendare il terreno con sostanza organica alcalina (qui un esempio) per favorire l’innalzamento del pH
  • introdurre nel terreno attraverso bucature della zeolite granulare (tipo questa) in grado di facilitare l’attivita’ dei microrganismi azoto fissatori e favorire il rilascio del calcio
  • materiali alcalinizzanti: cenere, calce

SUOLO CON PH ALCALINO (> 7.3)

Il principale problema del suolo alcalino è la scarsa disponibilità di alcuni elementi nutritivi come il ferro, zinco e rame. Elementi minerali essenziali per la vita delle piante. Se il pH del terreno sale sopra valori di 7.3 è opportuno prendere in considerazione queste operazioni:

  • concimare facendo attenzione a usare fertilizzanti dotati anche di ferro (quiqui, qui e qui alcuni esempi)
  • eseguire trattamenti fogliari con microelementi (qui qui alcuni esempi) facendo attenzione al pH dell’acqua
  • introdurre nel terreno della zeolite granulare (tipo questa) che facilita la solubilizzazione del fosforo e aumenta la disponibilità’ del ferro
  • materiali acidificanti: kanuma, terriccio pronto per bonsai di acidofile